Keep calm and pretend everything’s okay
Keep calm and pretend everything’s okay
Abili
Abili.
A dismettere i panni di anime ragionevoli e a piegarci a logiche che di logico hanno pochissimo.
A non distinguere mai un pretesto per essere felici. Anche quando è gigantesco e sovrasta noi e chi ci ama.
Ignobili.
A non godere di uno spicchio di vita tranquillo con l’imprudente pretesto che se anche siamo immersi in quel momento, basta nulla che svanirà. E poi svanisce. Davvero.
A torturarci di invidie per chi sa godere di un istante, e che quell’istante sa tenerlo dentro come un amplesso privato e sano.
A inventarci malattie ammalandoci solo di ipocondrie disumane che implodono e crepano la pelle.
Ad abbandonare il campo di battaglia quando manca ancora il duello finale per potersi dire vinti.
Discontinui.
Nel tentativo disperato di affermarsi uomini quando basterebbe solo lasciar cadere due lacrime per esserlo.
Nel rispondere a un sorriso con ciò che di più naturale esiste. Un sorriso di ritorno.
Nella forma che è sostanza. Nella visione che è fantasia. Nell’evasione che è reale. Nella promessa che è carattere. Nella negazione che è allenamento alla vita e non toglie nemmeno un grammo all’amore; quando esiste.
Eccellenti.
Nella corsa al complotto.
Nel convincere la compagna di banco che quello in prima fila ce l’ha con noi.
Nella calunnia mistificata dal senso di inferiorità che è una tagliola.
Nel rimprovero alla pioggia, al jet leg, al mercato, al genere umano e alla televisione.
Superiori.
A ripetere l’ovvio.
Scambiamoci, un segno di pace. Uno schiaffo. E noi (forse) saremo salvati.
P.S. Scusa per il plurale.
"Hope There’s Someone
Antony and the Johnsons
Hope there’s someone
Who’ll take care of me
When I die, will I go
Hope there’s someone
Who’ll set my heart free
Nice to hold when I’m tired
There’s a ghost on the horizon
When I go to bed
How can I fall asleep at night
How will I rest my head
Oh I’m scared of the middle place
Between light and nowhere
I don’t want to be the one
Left in there, left in there
There’s a man on the horizon
Wish that I’d go to bed
If I fall to his feet tonight
Will allow rest my head
So here’s hoping I will not drown
Or paralyze in light
And godsend I don’t want to go
To the seal’s watershed
Hope there’s someone
Who’ll take care of meWhen I die, Will I go
Hope there’s someone
Who’ll set my heart free
Nice to hold when I’m tired
Il buonumore serale, prima di tutto…
Tante volte c’ho pensato, qualche volta ho iniziato ma poi desistito…
Sarà questa la volta buona?
E se per lavoro ho tutti i giorni a che fare con i blog, le blogger, i blogger…forse meglio passare dall’altra parte della barricata e mettermi a scrivere anche io, anche al di fuori del lavoro, ogni tanto, a piccole dosi, piccole cose.
Proviamoci.
Di che cosa parlerò? Per adesso di tutto…di me, di musica, di libri, di social media, di tecnologia, di attualità.
Poi magari scrivendo capirò di cosa voglio parlare veramente e se voglio parlare veramente.
Ecco la mia finestra sul mondo…

Giorno 0. piove, a dirotto.